Buone pratiche 2025
Organizzazione
Elena De Toni - Libera professionista
OpenStreetMap alleato dell’accessibilità urbana: il modello innovativo e partecipato della progettista Elena De Toni
Il contesto
La mappatura delle barriere architettoniche in ambito urbano è fondamentale per redigere progetti accessibili. Spesso però si tratta di informazioni inaccessibili.
Nell’ambito dei PEBA (Piani di eliminazione delle barriere architettoniche) in Veneto e in Emilia Romagna, la progettista Elena De Toni ha sperimentato un metodo innovativo per l’elaborazione delle informazioni sull’accessibilità degli spazi. Questo approccio sfrutta le potenzialità della community e dell’open source per garantire ampia condivisione, trasparenza e riutilizzo dei dati, mirando a un’inclusione sociale e una partecipazione attiva della cittadinanza.
Il progetto
Il progetto ha affrontato il tema dell’accessibilità sfruttando in modo innovativo la piattaforma OpenStreetMap (OSM) come banca dati principale e seguendo un percorso articolato in diverse fasi operative:
- Rilievo fotografico a 360°, con caricamento delle immagini su piattaforme aperte per l’archiviazione e la visualizzazione pubblica;
- Rilievo di dettaglio a piedi, volto a registrare elementi specifici come rampe, scalini, segnali tattili, inclinazioni e condizioni della pavimentazione;
- Rilievi partecipati, che hanno permesso di raccogliere segnalazioni dirette da parte delle persone che vivono e attraversano quotidianamente gli spazi urbani;
- Digitalizzazione dei dati in OpenStreetMap, l’archivio geografico open source costruito in modo collaborativo dalla comunità;
- Valutazione dell’accessibilità attraverso un algoritmo aperto, capace di integrare le informazioni raccolte e generare layer geografici tematici.
I dati e le valutazioni ottenuti sono stati infine elaborati e restituiti in ambiente GIS, producendo mappe digitali interrogabili utili per l’analisi e la pianificazione degli interventi.
I risultati e beneficiari
Il progetto ha generato risultati positivi per l’intera comunità, promuovendo una maggiore consapevolezza e un più alto livello di inclusione sociale.
- persone con esigenze specifiche (motorie, sensoriali, cognitive) hanno potuto beneficiare di un patrimonio informativo aggiornato aumentando la loro autonomia e sicurezza nell’utilizzo degli spazi pubblici;
- organizzazione inclusiva dello spazio pubblico di cui può beneficiare tutta la comunità, contribuendo ad aumentare l’attenzione dei cittadini sui comportamenti individuali che possono facilitare o ostacolare l’accessibilità;
- nuovo strumento di pianificazione a disposizione della pa con cui intervenire con maggior efficacia per favorire il superamento delle barriere architettoniche, consentendo anche una stima economica più accurata per gli interventi;
- accessibilità diffusa delle informazioni che permette a utenti terzi di sviluppare applicazioni a fini ricreativi, turistici o dedicate all’accessibilità e ai servizi di mobilità, come la ricerca dei posti auto riservati in città.
Vantaggi del metodo:
- Standardizzazione e replicabilità del processo.
- Ampia condivisione delle informazioni e trasparenza delle procedure.
- Possibilità di riutilizzare i dati per analisi statistiche e confronti tra diversi contesti territoriali.
- Continuità della mappatura oltre i limiti temporali e geografici del piano, grazie al coinvolgimento attivo della comunità.
Le tecnologie
- OpenStreetMap (OSM): banca dati geografica aperta e collaborativa;
- software open source: utilizzato per l’inserimento delle componenti geometriche e descrittive;
- strumentazione fotografica a 360°: per i rilievi iniziali;
- algoritmo di valutazione dell’accessibilità: aperto e personalizzabile, per la produzione di layer geografici;
- ambiente GIS: per la restituzione delle mappe interrogabili.
I risultati e beneficiari
Piattaforma Repubblica digitale: utilizzata per il percorso formativo dei facilitatori.
Fattori chiave del progetto
- Standardizzazione e trasparenza: il metodo garantisce la replicabilità e la chiarezza del processo;
- Community engagement: percorso di partecipazione e co-progettazione che rafforza la consapevolezza civica sull’inclusione;
- Dato aperto: l’uso di OpenStreetMap abilita l’ampia condivisione e il riutilizzo dei dati per lo sviluppo di servizi specifici;
Conclusione
La sperimentazione dell’uso di OpenStreetMap per redigere i piani per l’accessibilità in Veneto e in Emilia Romagna rappresenta un modello innovativo che trasforma un obbligo pianificatorio in un bene comune. Sfruttando la forza della partecipazione civica e la trasparenza dell’open source, il progetto non solo fornisce alle amministrazioni strumenti concreti per la programmazione degli interventi, ma crea anche un patrimonio informativo fondamentale per lo sviluppo di servizi che favoriscono l’autonomia, la sicurezza e la piena inclusione sociale di tutti i cittadini.
