City Vision entra nella EU Community of Practice on Social Innovation: grande riconoscimento, grandi opportunità
Articolo pubblicato mercoledì 04 Marzo 2026

City Vision è stata ammessa nella The ESF+ Community of Practice (CoP) on Social Innovation dell’Unione europea. Per noi è un passaggio importante: non solo un “badge”, ma l’ingresso in una rete europea che lavora su come progettare, gestire e far crescere l’innovazione sociale nei territori, con un approccio pratico, basato su scambio tra pari, casi reali e replicabilità.

Che cos’è la ESF+ Community of Practice on Social Innovation

La Community of Practice on Social Innovation è uno spazio europeo di mutual learning: mette in connessione istituzioni e attori chiave dell’ecosistema ESF+ per rafforzare la capacità di programmare e realizzare interventi di innovazione sociale. In altre parole: una comunità operativa dove si condividono metodi, strumenti e pratiche, con l’obiettivo di rendere l’innovazione sociale più efficace, misurabile e scalabile.

Perché è un enorme riconoscimento per City Vision

Essere ammessi significa tanto per noi. Prima di tutto, è una potente validazione del lavoro fatto fin qui. City Vision viene riconosciuta come piattaforma credibile nel racconto e nella selezione di pratiche che producono impatto reale sui territori. Un importante fattore di posizionamento internazionale. Entriamo in un contesto europeo in cui il confronto è avanzato e la qualità delle esperienze è alta: è un acceleratore di reputazione e autorevolezza. Infine, un salto di scala per la community. Perché questo riconoscimento non resta “nostro”: crea valore per amministrazioni, imprese, università e organizzazioni che lavorano con City Vision.

I benefici: più scambio, più visibilità, più accesso ai migliori casi europei

Dentro la CoP si attiva uno dei meccanismi più potenti per chi amministra e innova: lo scambio strutturato di pratiche.

  • Più visibilità internazionale per le Buone pratiche che selezioniamo. Le esperienze che raccontiamo e valorizziamo possono circolare su un perimetro europeo, con un impatto diretto su reputazione, attrattività e possibilità di contaminazione.
  • Accesso ai migliori casi internazionali. Entrare nella CoP significa anche poter studiare “da vicino” modelli già testati in altri Paesi: non ispirazioni generiche, ma soluzioni con governance, strumenti e risultati.
  • Apprendimento rapido e replicabilità. Il valore sta nel capire cosa funziona, cosa evitare, quali condizioni servono per adattare un modello al contesto locale: dalla policy alla messa a terra.

Tre buone pratiche europee che ci interessano (e che integreremo nel lavoro di City Vision)

Già all’avvio di questo percorso, emergono tre casi che raccontano bene cosa intendiamo per innovazione sociale: trasformare un problema in infrastruttura, costruendo soluzioni replicabili.

  • Stay Close, in Belgio, parte da un problema spesso invisibile: la distanza dagli ospedali nei momenti di cura più complessi. Trasforma la prossimità in un servizio organizzato, mettendo in rete ospedali, città e famiglie ospitanti attraverso una piattaforma digitale che coordina accoglienza e matching. Il risultato è un welfare più umano e accessibile: meno stress e costi per pazienti e caregiver, e percorsi di cura più fluidi per le strutture sanitarie.
  • A Salonicco, con Housing Thessaloniki, l’innovazione nasce invece dall’uso intelligente di ciò che già esiste. In un Paese senza housing sociale, il progetto crea una Social Rental Agency e avvia un modello operativo per recuperare alloggi pubblici sfitti, ristrutturarli ed efficientarli, assegnandoli a famiglie a basso reddito. È una trasformazione che unisce dati, governance e strumenti amministrativi, fino a generare anche avanzamenti normativi: un primo passo verso un sistema di housing sociale scalabile.
  • Infine, in Île-de-France, Lil’Ô mostra come rigenerazione urbana e transizione verde possano diventare anche un progetto di inclusione. Un’area industriale inquinata viene convertita in un polo di biodiversità e lavoro verde: suolo rigenerato con tecnosuoli e soluzioni basate sulla natura, percorsi di formazione e inserimento lavorativo, economia circolare e comunità. Qui l’innovazione è un modello integrato che produce impatto ambientale e sociale insieme.

Cosa porterà City Vision dentro la CoP

City Vision porta in questo percorso una competenza specifica: selezionare, raccontare e far circolare pratiche rendendole utili per chi governa. Tradurre casi in lezioni operative, collegare esperienze a bisogni reali delle città, creare connessioni tra amministrazioni e attori dell’innovazione: è parte del nostro lavoro quotidiano, e nella CoP diventa un asset condivisibile su scala europea.

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