Il gemello digitale di Milano: al via i lavori per mappare 2500 chilometri quadrati
Articolo pubblicato mercoledì 29 Marzo 2023

I gemelli digitali sono rappresentazioni di un edificio, di una fabbrica. Si utilizzano come modelli virtuali per studiare al meglio gli interventi da compiere e grazie a particolari sensori sono in grado di restituire in tempo reale dati sul livello di manutenzione. Un esperimento simile, ma in scala decisamente più ampia, è in corso a Milano dove fino al 7 aprile un’auto del comune dotata di scanner laser scatterà fotografie ad alta frequenza per produrre una ricostruzione digitale del territorio. Anche questo è un modo per architettare città intelligenti, il titolo che abbiamo scelto proprio per il prossimo appuntamento di City Vision a Milano il 18 aprile (qui il link per iscriversi).

A cosa servirà il gemello digitale di Milano? Come si legge sul sito del comune l’obiettivo è ottenere una «immagine ricca di informazioni dettagliate e sempre aggiornate del tessuto urbano che possa indirizzare al meglio le scelte per la città, in tema di servizi, gestione dello spazio pubblico o interventi manutentivi». Aver contezza dello stato dell’arte dei vari quartieri della Città Metropolitana di Milano dovrebbe consentire all’amministrazione di prendere decisioni basate sui dati e su una conoscenza più approfondita delle singole situazioni.

Al momento siamo ancora in una fase di test e non è prevista alcuna spesa per il comune di Milano, che deve ancora decidere come e se procedere. Il percorso di digitalizzazione delle città intelligenti passa senz’altro anche attraverso l’impiego di questi strumenti che, diffusi nell’edilizia, potrebbero avvantaggiare chiunque debba prendere una scelta riguardante l’aspetto urbanistico. I gemelli digitali vengono spesso utilizzati in ottica predittiva: all’interno di fabbriche o contesti più ridotti rispetto a una città sono in grado di informare su guasti in arrivo o su eventuali manutenzioni da mettere in atto. In futuro, grazie a una mappatura esaustiva del comune, un digital twin potrebbe essere un valido alleato della PA nella gestione e amministrazione del territorio.

In apertura foto di Cyclomedia

Articoli correlati

Progettare il disordine: perché ci servono città con meno confini e più bordi

di Domenico Lanzilotta, direttore City Vision   C’è un equivoco che torna spesso quando si […]

City Vision Score 2025/2026: ecco i comuni più “intelligenti” d’Italia

Bologna è la città più smart d’Italia 2025, e per il primo anno infrange il […]

Quattro lezioni di città (imparate dal parkour)

di Domenico Lanzilotta, direttore City Vision   C’è una disciplina che nasce nelle periferie francesi […]

Premi City Vision – Buone pratiche 2025: ecco i vincitori

Nel corso degli Stati generali delle città intelligenti 2025 sono stati assegnati i premi City […]

Accessibility for Future 2025: innovazione inclusiva per le città del domani

Dal 18 al 20 settembre 2025, Udine Esposizioni ospiterà Accessibility for Future, l’evento internazionale dedicato all’accessibilità come leva […]

Un progetto di

Logo 	Blum

In collaborazione con

Logo 	A2A

Partner

Logo 	Deda NEXT Logo 	INWIT Logo 	Mastercard Logo 	Open Innovation Hub – Noi Techpark Logo 	Open Fiber Logo 	PNO Innovation Logo 	Reply Logo CNR

Community Partner

Logo 	ANFOV Logo 	Assintel Logo 	Data Valley Logo 	Entopan Logo 	Fare impresa Logo 	Lente Pubblica Logo 	Milano Smart City Alliance Logo 	Nastartup Logo 	Pa Social Logo 	Rete dei Comuni Sostenibili Logo 	SeSeiSindaco Logo 	Smart Communities Tech

Con il patrocinio di

Logo 	ANCI