Il Comune si mette in ascolto: a Padova l’esperienza di “Road to City Vision” con gli ordini professionali
Articolo pubblicato lunedì 11 Maggio 2026

Un ciclo di workshop partecipativi con professionisti selezionati tra gli Ordini degli Architetti, degli Ingegneri e degli Psicologi per condividere quali competenze, visioni e progettualità possono mettere in comune per immaginare la Padova del futuro. Tutto questo è “Road to City Vision”, il percorso avviato nell’aprile 2026 dal Comune di Padova e organizzato dal City Vision People Lab, la unit di City Vision dedicata allo sviluppo di progetti di ascolto attivo e partecipazione. 

Gli incontri sono concepiti come spazi strutturati di ascolto e co-progettazione, in cui professionisti e pubblica amministrazione possono mettere a confronto competenze, bisogni e proposte operative. Il format privilegia una modalità di lavoro concreta e orizzontale: piccoli gruppi, facilitazione esperta, interventi puntuali e restituzione condivisa degli spunti emersi. Un modello che mira a raccogliere contributi qualificati e rafforzare il dialogo tra chi amministra i territori e chi, attraverso la pratica professionale, ne conosce da vicino criticità e potenzialità da sfruttare.

Dopo un ciclo di tre workshop – ciascuno dedicato a uno dei tre ordini coinvolti – il percorso continuerà con una giornata che allargherà la riflessione sulla Padova del futuro alle altre professioni che animano la vita della città.Road to City Vision è pensato anche come lo strumento per aprire una “linea diretta” tra ordini e pubblica amministrazione locale, così che il Comune possa essere sempre in ascolto dei suggerimenti e beneficiare delle competenze specifiche del mondo delle professioni.

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Abbiamo chiesto a Margherita Cera, assessora del Comune di Padova con delega all’innovazione e alla smart city, di condividere con noi qualche riflessione dopo i primi appuntamenti del percorso.

Perché un Comune dovrebbe coinvolgere gli ordini professionali nei processi di trasformazione urbana?

Perché dagli ordini possono arrivare competenze che un Comune non sempre ha al proprio interno. Ma c’è anche un altro elemento: l’amministrazione può ascoltare punti di vista diversi e fare sintesi tra sensibilità professionali che leggono la città da angolazioni differenti. È da questo confronto che possono nascere indicazioni utili per accompagnare in modo più consapevole la trasformazione del territorio.

Cosa è emerso dai primi workshop realizzati nell’ambito di questo percorso?

Tra gli elementi più rilevanti emersi dai primi workshop c’è l’esigenza di una città capace di comunicare meglio le proprie iniziative e di mettere a disposizione di cittadini e cittadine luoghi di incontro e confronto. Dal dialogo con l’ordine degli psicologi, ad esempio, è emersa la necessità di spazi capaci di suscitare emozioni e alimentare un senso di appartenenza nelle persone che li vivono. Il vantaggio di questo dialogo sta proprio nel dare alla città una maggiore capacità di attivare e rendere visibili queste iniziative.

Che cosa serve, in concreto, perché un percorso come questo produca risultati effettivi?

Serve continuità. Perché non resti un’esperienza isolata, è importante che nel corso dell’anno ci siano tavoli di lavoro periodici e occasioni di confronto costanti. Solo così gli spunti emersi possono consolidarsi, trovare seguito e tradursi nel tempo in progettualità concrete.

Percorsi come questo sono una soluzione a rapida progettazione ed alto impatto per consolidare la relazione con ordini, associazioni, organizzazioni di categoria e altre categorie di stakeholder della nostre città. Se pensi che anche il tuo Comune possa beneficiare di un percorso come questo, contatta il City Vision People Lab: costruiremo assieme un percorso personalizzato.

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