di Anna Cominato, Community engagement specialist City Vision
Immaginate una città in cui la tecnologia non si vede, ma si sente. Non nei comunicati stampa, non nelle slide delle conferenze: nella vita di tutti i giorni. Nell’anziano che non si perde nel labirinto dei servizi digitali. Nel cittadino che può segnalare un problema e vedere che qualcuno risponde. Questa è la città che si prende cura. Una città in cui l’innovazione ha valore solo se è equa: se non lascia indietro nessuno e se risponde a bisogni reali con strumenti concreti.
Ogni anno, attraverso il nostro Premio Buone pratiche, raccogliamo le storie di comuni e organizzazioni che stanno costruendo questa città, pezzo per pezzo, quartiere per quartiere.
Eccone cinque, raccolte lo scorso anno, che secondo noi ben rappresentano quest’idea.
Il quartiere torna a essere una comunità
Hamlet – Comune di Reggio Emilia
In molti quartieri urbani la vita di vicinato si è frammentata: i cittadini non si conoscono, non partecipano, e spesso non hanno gli strumenti digitali per farlo. Il Comune di Reggio Emilia ha risposto con Hamlet, una piattaforma digitale civica e open source che connette cittadini, associazioni, scuole, commercianti e istituzioni all’interno dello stesso quartiere. Il progetto “Quartiere, Bene Comune” usa Hamlet per favorire la partecipazione alle decisioni pubbliche e – punto cruciale – per costruire alfabetizzazione digitale dal basso, così che nessuno resti escluso perché non sa usare un’app.
Vuoi saperne di più? Leggi la scheda completa del progetto sul nostro sito.
Lo sport come luogo sicuro per la mente
MindLeague – Visette Volley
Molte giovani atlete tra i 9 e i 14 anni vivono pressione, ansia da prestazione e disagio psicologico, senza che nessuno attorno a loro sappia riconoscere questa condizione. MindLeague, in collaborazione con la società sportiva Visette Volley, ha creato una piattaforma formativa digitale gratuita per allenatori ed educatori: uno strumento pratico per imparare a leggere i segnali di malessere, promuovere il benessere emotivo e trasformare il campo in uno spazio di crescita, non solo fisica. Il risultato: giovani atlete che si sentono viste e supportate, non solo allenate.
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Una città che ascolta il territorio
Progetto GAIA – Comune di Perugia
Perugia è una città storica quanto fragile: a rischio sismico, con un patrimonio verde prezioso ma difficile da monitorare. Il progetto GAIA – acronimo di Green Areas and seIsmic observAtories – nasce dalla collaborazione tra Comune, università e imprese private per installare una rete di sensori wireless autoalimentati capaci di monitorare in tempo reale la stabilità degli edifici e la salute degli alberi. I dati confluiscono in un gemello digitale della città, permettendo interventi predittivi invece che emergenziali. Il beneficio per i cittadini è diretto: vivono in una città più sicura, con parchi meglio gestiti e servizi più trasparenti.
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Un borgo che non si arrende allo spopolamento
Progetto WillAge – Comune di Jonadi (Vibo Valentia)
Il borgo di Nao, nel comune di Jonadi, stava perdendo abitanti. Le case si svuotavano, i giovani partivano. Il Comune ha scelto una strada inattesa: invece di lamentare lo spopolamento, ha deciso di aprire le porte. Con il programma “Jonadi Borgo Erasmus”, le abitazioni abbandonate sono state rimesse in sesto e messe a disposizione di giovani europei tra i 18 e i 30 anni, che arrivano da Portogallo, Bulgaria, Ungheria per vivere il borgo, partecipare a laboratori, scambiare culture. Il progetto WillAge è la prova che anche un piccolo paese può diventare un laboratorio di futuro e che esistono forti antidoti per contrastare lo spopolamento delle aree interne.
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Il digitale come diritto di cittadinanza
Progetto Oliveri Smart & Green – Comune di Oliveri (Messina)
In un piccolo comune affacciato sul Tirreno, la tecnologia è diventata il ponte per superare l’isolamento dei territori marginali. Il progetto Oliveri Smart & Green non si limita a installare infrastrutture, ma trasforma l’innovazione in un servizio di prossimità: attraverso il “Digital Lab per tutti”, lo sportello supporta cittadini e imprese nell’uso di SPID e servizi digitali, garantendo che nessuno resti escluso. Dallo “Spazio Smart” con wi-fi pubblico alla mappatura partecipata del verde tramite QR code, Oliveri dimostra che la vera “cura” di una comunità passa per l’alfabetizzazione digitale e il coinvolgimento attivo dei giovani nella co-progettazione del futuro.
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Queste sono solo alcune delle storie che raccogliamo
Nell’ecosistema di City Vision circolano ogni anno centinaia di progetti – grandi città e piccoli borghi, imprese e pubbliche amministrazioni, soluzioni tecnologiche e interventi sociali. Ognuno a modo suo racconta la stessa cosa: che è possibile costruire luoghi migliori, se si parte dai bisogni reali delle persone.
Vuoi approfondire ogni singola storia? Esplora la sezione Buone Pratiche del nostro sito: trovi schede dettagliate, dati, foto e i contatti di chi ha realizzato questi progetti.
Hai un progetto che merita di essere raccontato?
Se nella tua comunità c’è un’idea che sta migliorando concretamente la vita delle persone, candidala al Premio Buone Pratiche di City Vision. Le storie migliori verranno presentate agli Stati generali delle città intelligenti, il 19 e 20 ottobre a Padova.
L'autrice
Anna Cominato
Community engagement specialist
In City Vision supporto le fasi di organizzazione del roadshow e degli Stati generali, mi occupo della creazione di contenuti e del coordinamento della comunicazione. Appassionata di narrativa urbana, racconto e valorizzo le esperienze concrete di chi opera per la trasformazione intelligente dei territori.

