Barcellona, la città intelligente che interagisce con i residenti
Articolo pubblicato venerdì 13 Novembre 2020

Informazioni su mobilità, traffico e quanto serve per muoversi in tempo reale, grazie ad un’app di facile utilizzo. Led per l’illuminazione stradale, capaci di ridurre significativamente l’impatto energetico, semafori intelligenti in grado di leggere (e quindi guidare) il traffico. Punti di ricarica per le auto elettriche in tutti i quartieri della città, infrastrutture connesse fra loro, raccolta rifiuti automatica grazie ad un sistema che sfrutta il vuoto pneumatico. Un elenco che potrebbe continuare, visto che si parla di Barcellona, una delle città più “intelligent” d’Europa e del mondo.

Nominata Global Smart City nel 2015, il capoluogo catalano ha continuato a crescere nella strada dell’interconnessione. Un nucleo urbano popolato da 1,6 milioni di persone, che triplicano, diventando 4,8 milioni, se si prende in considerazione l’area metropolitana. Una città giovane che ha cambiato faccia negli ultimi 30 anni. Anzi, 28: il punto di svolta, unanimemente riconosciuto, è stato l’aver organizzato i giochi olimpici nel 1992.

Come Amsterdam, che vi abbiamo qui raccontato, Barcellona può considerarsi una città pioneristica per quanto riguarda la smart city. Un’esperienza che sarà raccontata proprio da rappresentanti della municipalità durante City Vision, così come la partecipazione all’Intelligent city challenge, il progetto promosso dalla Commissione Europea.

Come ricorda Francesca Bria, già a capo del progetto Barcelona Smart City: «Nella nostra visione, la Smart City sono servizi che rispondono alle necessità reali della città che i cittadini stessi hanno contribuito a definire attraverso gli strumento di democrazia partecipativa. Servizi che la città stessa sviluppa, usando i dati che i cittadini hanno deciso spontaneamente di donarle». Ed è proprio il coinvolgimento degli stessi residenti ad essere decisivo, a dare quel passo in più al progetto. «A Barcellona abbiamo una piattaforma per la democrazia partecipativa, che si chiama Decidim, dalla quale sono nate o si sono sviluppate il 70% delle azioni di governo. Ma non è una democrazia solo online. Esiste anche un dipartimento multi-disciplinare comunale che si occupa di formare e informare i cittadini, organizzando corsi gratuiti, eventi aperti, assemblee di quartiere. Perché una Smart City non può esistere senza Smart Citizens».

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